ACETO BALSAMICO DEL DUCA ANCORA UNA VOLTA SOSTIENE LA TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI MODENA.

Il quadro di Diego Rodriguez de Silva Velázquez, che raffigura Francesco I d’Este, ritorna a Modena dopo la sua esposizione alla Camera dei Medaglioni di Palazzo Ducale di Sassuolo.

Aceto Balsamico del Duca che ha legato il suo nome e la sua immagine al celebre dipinto dell’artista, dopo il suo importante contributo al restauro avvenuto nel 1986, rinnova la collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Artistici di Modena nell’attività di messa in sicurezza e nella realizzazione di una nuova cornice dell’opera.

Le radici di un’impresa affondano a volte nel sogno di uomini che prima di essere imprenditori, sono delle persone animate dalla passione, senza la quale non si potrebbe guardare così lontano.

L’Aceto Balsamico del Duca, nasce dalla lungimiranza e intuizione di Adriano Grosoli, che volle dare alla sua azienda l’immagine di Francesco I d’Este, storicamente legato all’Aceto Balsamico di Modena che lui stesso produceva e che la tradizione, sfociando nel mito, ha definito come un ‘Balsamo’.

La globalizzazione ha permesso a un’idea, nata dal perfetto matrimonio tra imprenditoria e cultura, di crescere e maturare, sempre nel massimo rispetto della tradizione.

Il dipinto dell’artista barocco Velázquez, il più importante esponente della corte di Filippo IV di Spagna, è così divenuto negli anni non solo l’icona di un’epoca modellata dalla sontuosità dei principi Estensi, ma un’importante rappresentazione della cultura, dei sapori e delle tradizioni di questa Terra, valori che sono ormai esportati in tutto il mondo.

Al quadro di Velázquez è legato un grande amore, che come lo stesso Adriano Grosoli ricorda, lo colpì come un colpo di fulmine. E nel rispetto di quest’affetto, che sfocia nella passione, l’azienda che ha così fortemente legato il suo nome al dipinto del Duca Francesco I d’Este, vuole essere parte importante anche della sua tutela.

La presenza, prima nel restauro e ora nella sua messa in sicurezza, è il segno concreto di una attenzione vera, non solo per la tradizione gastronomica ma anche per la cultura e il patrimonio artistico della propria città.